L’arrivo a Ferrara di Lucrezia Borgia – 3^ parte

L’arrivo a Ferrara di Lucrezia Borgia – 3^ parte
E siamo giunti alla terza puntata di quel tempo che fu in cui Lucrezia Borgia giunse a Ferrara. A voi le parole delle cronache dell’epoca per bocca dell’amico Messer Bernardino Zambotto…

Adì 8 (di febbraio 1502) di Martedì.
La soprascritta Sposa e Gentildonne vennero in sala grande ove si ballò da ore 22 insino all’ Avemaria in presenza delli Ambasciatori, Gentiluomini e Cortigiani a più diversi balli; dappoi si entrò nello Palazzo de la Ragione sopradetto, e si recitò la Comedia di Plauto chiamata la Cassina con le feste solite ed in atti giocosi, intermedii di gran piacere che durò imsino ad ore 4 di notte.
Adì 9 di Mercordì il p.” di Quaresima.
La Eccellenza del Duca nostro fece donare all’Ambasciatore della Maestà del Re di Francia chiamato Mons. Filippo Della Rocca Bertì Governatore al presente di Piacenza Ducati cinquecento d’oro, il quale è stato qui alle nozze mandato dalla Maestà del Re di Francia, il quale ambasciatore ha donato alcune pezze di broccato d’oro e di seta alla Sposa, e così gli altri ambasciatori hanno fatti li suoi presenti, massime due ambasciatori Veneziani che hanno donato li suoi manti di velluto cremesino foderati di varote (ermellino) li quali hanno portati a nozze come è sua usanza di fare, che possono essere di valuta di Ducati trecento d’oro, e questo dì furono terminate le nozze che hanno durato otto giorni, e tutta la brigata si cominciò a levarsi e torre licenza bene accarezzati. A tutti gli ambasciatori che sono venuti a nozze lo Illmo Duca nostro andò incontra con le trombe e li alloggiò onorevolmente in casa di Gentiluomini, e il Duca loro fece le spese splendidamente, mandava ai loro alloggi la vittuaria e vivande, e lì c’erano deputati li cuochi che facevano la cucina, e li suoi sescalchi che prove devano alli suoi bisogni in quello (che) sapeano domandare.
Lo Ambasciatore del Re di Francia fu alloggiato in casa del mag. e splendido Cavaliero m. Bonifacio Bevilacqua in terranova  talmente apparata che li detti appartamenti hanno dato grande ammirazione a tutti li forestieri di così sontuoso apparato di gran valuta per tutte le sale e camere, e c’era con bocche cinquanta. Due Ambasciatori Veneziani alloggiavano in casa del magnifico e potente Cavaliero m. Uguccione de’ Contrarij genero dell’Illmo Signor m. Sigismondo da Este con bocche 150, li quali erano serviti da signori. Gli Ambasciatori del Duca Valentino Duca di Romagna, fratello della Sposa alloggiarono in Schivanoja, primo palazzo della città, degno d’ un Imperatore, il quale fece fare la buona memoria del Duca Borso, dove niuna cosa desiderata loro mancò. Gli Ambasciatori de’ Fiorentini in casa del mag. Ant. Maria Guarniero ducale fattore dall’ Ospitale dei Battuti Bianchi con abbondanza di tutte le cose buone e perfette con bocche 150. Gli Ambasciatori Lucchesi in casa del Conte Bartolomeo dal Sagrato aprovo (appresso) i Strozzi splendidamente con tutte le comodità con bocche trenta in casa che pare un paradiso deliciano (sic). Gli Ambasciatori Senesi in casa di Borso Pendaglia tanto magnifico che altre fiate c’intervenne il Papa, e l’Imperatore a un Convivio, e al presente ci furono con bocche quaranta trattati abbondantemente. M. Annibale Bentivoglio Genero del Duca nostro con bocche sessanta con m. Lucrezia sua moglie in casa dell’esimio Dottore d’Arte e di Medicina m. Francesco da Castello Cavaliero con tanta magnificenza quanto scrivere si possa, apparata e fornita di tutte le cose necessarie in grandissima abbondanza di vittuarie ottime. Il Conte Alessandro figlio che fu del Signore Giberto da Carpi Signore di Sassuolo alloggiò in casa del Conte Francesco Bevilacqua splendidissimamente. – E così tutti gli altri Gentiluomini in diversi lochi alloggiarono. In questo tempo che si fece queste Nozze fu presente un Parmigiano m. Nicolò Cagnolo, il quale venne con Monsignore Filippo De Rocca Bertì per ambasciatore della Maestà del Re di Francia a Nozze e compose il viaggio suo e le nozze fatte insino alla ritornata a Piacenza dove c’ è Governatore detto Mons., e perchè io l’ho ritrovata scritta diligentemente, notate tutte le particolarità per essere stato presente a tutti li detti spettacoli, ho registrata tal leggenda acciò ogni persona possa meglio credere queste cose scritte alte (sic) a due persone che a una: perchè in verità le sono scritte senza favole come pura verità: e così trascriverò tutto il detto trattato de verbo ad verbum che a le genti non dispiacerà e non ho a sdegno che lui abbia scritto meglio di me.

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