Calzagatti

I Calzagatti sono una tradizionale ricetta modenese, che ogni rezdora sa fare al meglio. Come tutti sanno, questo piatto contiene i fagioli, la polenta e la carne più povera, infatti è un piatto legato alla tradizione rurale modenese, che è stato per secoli l’unica ricorsa contro la fame. La storia vuole che i modenesi, comprnedendo le capacità organolettiche ed energetiche di quei tre elementi, capirono che si potevnao mettere insieme, facendone un piatto nutriente, saporito e poco costoso.

Tuttavia, è legata a questo prodotto gastronomico una leggenda, che vuole, che esso sia stato inventato per caso. La protagonista di questa storia è una vecchietta che stava preparando della polenta e aveva messso da parte dei fagioli. Era il momento di servirla in tavola, ma l’anziana signora inciampò sul gatto che si era accovacciato sul pavimento, e così i fagioli caddero in nel tegame della polenta. Il gatto, spaventato dall’accaduto, scappò via e da lì sarebbe nato il termine calzagatto, ovvero il “caccia gatto”. Il resto è storia…

(Magner Bein | La leggenda sui “calzagatti”. Storia di una calza e di un gatto? … curiosità tratta da modenatoday.it)

La ricetta:

ingredienti (dose per 6 persone)
250 gr di fagioli secchi, 400 gr di farina di granturco, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, 1 carota, 2 cucchiai di conserva di pomodoro, olio, sale e pepe

I fagioli borlotti vanno mesi a bagno la sera prima. Dopo la bagnatura metterli in una pentola con acqua fredda, sopravanzando di cm 6 i fagioli, perchè, cuocendo, continueranno a gonfiarsi. Portare a bollitura, schiumare il brodo e far cuocere lentamente, coperto, per circa due ore e mezza. In un tegame capiente a parte, o nel paiolo, mettere l’acqua di cottura dei fagioli che servirà per cuocre la “farinata”.
Si usano circa 200 gr di farina di granturco, macinata grossa, per litro di brodo. Si “cala” la farina quando il brodo sta per bollire, si mescola di continuo per una mezz’ora. A parte si prepara il soffritto con un po’ di olio, la cipolla, il sedano, la carota, la conserva di pomodoro e i fagioli cotti.

Fare stufare e insaporire per una decina di minuti. Aggiustare di sale e pepe e versare nella farinata che continuerà a cuocere a fuoco lento fino a giusta consistenza. Deve essere un po’ più tenera di una normale polenta . Si serve calda come una comune minestra oppure da fredda si taglia a fette che si possono abbrustolire o friggere.

(Ricetta tratta dalla pubblicazione “L’ANIMA E LA GOLA” a cura del Consorzio Modena a Tavola)

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