Castelnovo ne’ Monti (Video)

In questa zona dell’appennino emiliano, troviamo tracce di frequentazione umana dal periodo finale dell’Eneolitico; genti che appartenevano alla cosiddetta ‘cultura del bicchiere campaniforme’ si sono stanziate sul pianoro di Campo Pianelli, proprio ai piedi della Pietra di Bismantova (circa a metà del III millennio a.C.).

Alcuni abitati dell’età del bronzo (1550-1400 a.C.) si sono stanziati su un pianoro in cima al Montecastagneto e al suddetto Campo Pianelli nel quale sono stati ritrovati i resti di capanne della fase del Bronzo recente (1300-1250 a.C.), questo centro abitato faceva parte della cultura terramaricola.

Nel periodo del Bronzo finale (XI-XII secolo a.C.) l’abitato verrà spostato in un luogo migliore e più sicuro e nella zona del precedente realizzata una necropoli che restituirà agli archeologi una cinquantina di inumazioni ad incenerazione.
Poi fra il VI ed il IV secolo avanti Cristo la zona fu occupata da popolazione etrusche e liguri per poi vedere l’arrivo delle legioni romane fra il 187 ed il 175 a.C.. I territori dei Liguri Friniates furono dati ai coloni romani che realizzarono alcuni piccoli centri rurali che verranno poi abbandonati a favore di nuovi centri fortificati a quote più elevate.

Già nel VII secolo troviamo attestato e documentato il castrum Bismantion (Pietra di Bismantova), una fortificazione che aveva lo scopo di controllare il collegamento stradale fra le città di Parma e Lucca; percorso forse di origine romana.
Territorio e fortificazioni passarono di mano in mano attraverso le epoche fino a divenire proprietà di Atto, marchese di Toscana e conte di Canossa.

Nel 1062 quest’importante famiglia fece poi costruire una nuova fortezza che venne chiamata ‘Castrum novum’ per differenziarla dalla precedente ‘Castrum vetus’. La costruzione terminò nel 1110 e quando la grancontessa Matilde, morì, lasciò fortezza e corte al monastero di Sant’Apollonio di Canossa. L’abitato per questo prese il nome di Castelnovo del signor abate di Canossa. Rimase proprietà ecclesiastica sino al 1156.

Castalnuovo fu restituita poi agli eredi Canossa nel 1188 e successivamente, la popolazione del paese si sottomise all’autorità comunale di Reggio Emilia.
La separazione di questo territorio da Felina, fece si che nascesse un territorio che ricalcasse l’antichissimo gastaldato longobardo e comprendeva i comuni di Cola, Vetto, Gazzolo (fino al 1653), Gottano (fino al 1637), Acquabona e Nismozza (fino al 1642), Campo e Giarola (fino al 1562) e Le Vaglie (fino al 1562).

In questi territori verrà creata una podesteria che venne ad assumere poteri piuttosto importanti, quasi come funzione di una capitale di una provincia di montagna. Ebbe grandi concessioni, poteri speciali qualora il territorio si fosse trovato in pericolo, furono costituite alcune istituzioni particolari come gli uffici della comarchia, del colonnellato, del bargello e dei “birri di campagna”, corpo di polizia con autorità su tutta l’area montana.

Nel 1413 fu ordinato al podestà di Castelnovo, tale Ettore da Panico di atterrare definitivamente la vecchia fortezza, probabilmente in cattivo stato di conservazione, per poi relizzarne una nuova, più moderna. Due anni dopo il territorio sarà ‘assorbito’ dagli Estensi nei loro possedimenti i quali nel 1521 lo eressero a sede di podesteria costruendo un palazzo ducale presso Bagnolo, la dove si apre la valle.

A metà del XVII secolo il feudo passò alla famiglia dei Malvasia fino al 1664 poi a quella deri Lucchesini.
Con l’arrivo della restaurazione, Castelnovo divenne capoluogo di un nuovo comune allargato da Frlina, al valico del Cerreto comprendendo tutte le località che oggi sono comuni, quali Vetto, Ramiseto, Busana e Collagna.
L’amministrazione Estense, congiunta a quella austriaca, ammodernò il paese e dotò Bagnolo di una nuova sede municiplae divenendo così centro amministrativo con uffici di finanza e caserme, il tutto fra il 1826 ed il 1831.

La strada del Cerreto poi fu definita ‘calessabile’ e dunque chiamata con il nome di ‘Strada militare di Lunigiana’.
Questo fatto portò traffico nelle valli e quindi anche a Castelnovo, attorno alla piazza del Mercato della Luna, alla Contrada Maggiore ed all’Arengo.
Con l’Unità d’Italia, nel 1859 Castelnovo divenne comune e nel suo territorio fu inciorporata la frazione di Felina che era fino ad allora rimasta in parte indipendente, questo fece si che i territori comunali raddoppiarono. Verranno poi in seguito aggregati altri territori e frazioni facendo diventare Castelnovo uno dei comuni più vasti della provincia di Reggio Emilia.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943 i territori comunali videro varie vicende legate alla Resistenza e con il passaggio degi Alleati lungo la vicina Linea Gotica, vi furono duri scontri e combattimenti. Militari nazifascisti italiani e tedeschi occuparono durante la ritirate, la zona, facendo strage di civli alla frazione di Roncroffio per rappresaglia.

La devastazione del periodo bellico porterà nel successivo dopoguerra ad un lento ma costante abbandono di famiglie del territorio a favore dei più grandi ed industrializzati centri urbani della pianura padana.

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