Descrizione delle nozze di Lucrezia Borgia con Alfonso – parte 3 di 6

Oggi la terza parte del racconto che ci farà scoprire nel dettaglio quanto avvenne a Ferrara per il matrimonio di Lucrezia con Alfonso …

 E fatto il pranzo venne il sig. Messer Alberto da Este con una bellissima compagnia a levare il sig. Oratore di casa ed appresso la Corte s’affrontò con il sig. Duca, che ivi lo aspettava, ed insieme andarono al luogo dove avevano lasciata la Illustrissima Sposa, e lì raccolta con grandissime cerimonie, la fecero montare a cavallo su un bellissimo corsiero bianco coperto di cremesino con ornamenti sontuosissimi d’oro e d’argento e perle, ed essa Sposa era vestita d’una Camora di raso morello bordata di liste d’ oro in forma di gradicelle, con una sbernia di broccato d’oro riccio, e ricco, foderata di armelini. – Una cuffia in testa lavorata sottilmente d’ oro, gemme e perle grosse preziosissime, e uno collare al collo di diamanti, rubini e perle grosse, ed un rubino sive spinello grosso, ed una perla bellissima, pendenti di valore grandissimo. E tandem la introdussero nella Città per il ponte sopra il Pò del Castel Tealdo, dove in luogo di Staffieri, fino alla porta vi erano sei Gentiluomini ferraresi in gipome, e saioni, e catene d’oro al collo, e alla porta della Città entrò detta Illustrissima Sposa sotto il Baldacchino di rosso cremesino, foderato di cendale cremesino portato dalli Dottori della terra, dove avanti erano molte sontuosità e pompe di diversi Signori e Cavalieri a numero grandissimo, con catene d’ oro grossissime, e otto Cavalieri e Signori Romani, li nomi de’ quali sono questi, cioè: Messer Marco Bonaventura, Messer Raffaele, Messer Bernardino Incoronato, Messer Giulio Tornarosso, Messer Stefano de Fabri, Messer Marc’Antonio Crestente, Messer Cicoto de Pichi, Messer Marco Marcello, ed altri Spagnuoli, li nomi dei quali sono ut infra. Il sig. Francesco da Penestrame, il sig. Judico da Scabia, il sig. D. Guglielmo Raimondo, nipote del Pontefice, Messer D. Luigi Daga, Messer Gualberto, Messer Piror, Messer Rola, Messer Cremona, Messer Marco, Messer Corven, Messer Rocca mona, Messer Antonio da Savona, Messer Valdes tutti benissimo ornati tanto di cavalli, quanto d’ apparati e vestimenti e catene d’oro; e poi succedevano molti ambasciatori di diverse Signorie, e poi quelli di Venezia, ed avanti al Baldacchino quattro Ambasciatori Romani vestiti con mantelli lunghi di broccato d’oro aperti sulle spalle, e con catene d’oro grossissime al collo, e berrette larghe di velluto nero quasi alla francese sopra bellissimi cavalli, li nomi de quali sono questi: Messer Stefano dal Bufalo, Messer Antonio Pauluzzo, Messer Domenico del Massimo, Messer Giacomo Feriapani. E poi presso la Sposa eravi il nostro sig. Oratore, e seguiva il Sig. Duca che accompagnava la Illustrissima Duchessa d’Urbino vestita di velluto nero con cifre d’oro battuto, e successive seguitava il sig. Messer Sigismondo da Este che accompagnava una gentile Damigella Romana, quale era tutta vestita di nero, e molte altre che venivano accompagnate a cavallo ch’ erano in compagnia della prefata Illustrissima Sposa. I nomi delle quali si è ut infra. Donna Girolama Borgia, Madama Adriana la moglie del sig. Francesco da Penestrame, Donna Angela, M. Elisa betta Senese con una sua figlia, M. Elisabetta Perugina, Caterina Spagnuola, Girolama, Alessandra, Nicola, Camilla, M. Giovanna Cattarinelli; quattro fantesche da camera, la Napolitana con due sue figlie, Samaritana, Camilla, Greca, due donzelle, e poi venivano dietro 14 carrette cariche di Gentildonne, e belle Damigelle del Ferrarese, ed altre bene ornate di vestimenti, catene e perle; due di queste carrette erano coperte di   broccato d’oro con cavalli bianchi, ed altre di seta e panni lavorati, dove poi venivano dietro due mule bellissime della Illustrissima Sposa, e due cavalli bianchi, una delle quali mule era coperta tutta di velluto morello con lavori d’argento battuto sopra riportato; l’altra di velluto cremesino con lavori d’ oro battuto sottilissime sopra riportati; l’altra di broccato d’oro riccio sopra riccio bellissimo; l’altra di setino cremesino lavorata d’ oro tirata sottilmente; e seguivano la prefata Illustrissima Sposa muli 86 carichi, con le coperte di panno morello e giallo, e dicono detti muli essere 150. Ma n’erano venuti avanti molti, de li quali erano 12 che avevano le coperte di seta alla soprascritta divisa. E nella  compagnia innanzi d’ essa Sposa erano tre Vescovi videlicet il Vescovo di Carmelo, il Vescovo di Venosa, e il Vescovo d’Orta, e sei suoi Staffieri vestiti di broccato con catene d’oro ad armacollo, e similmente sei paggi vestiti ut supra e molti altri della sua famiglia, cioè : Messer Lorenzo Lanari, il Maggiordomo, Messer Cristoforo segretario e baciliero, Duelle il maestro di sala, ed altri che in tutto ascendono bocche 465, e cavalli 340 senza la Illustrissima Duchessa d’Urbino con la sua compagnia, il sig. Don Ferrante d’Este con la sua compagnia, il signor Messer Annibale Bentivoglio con cavalli 100, il Reverendo Vescovo d’Adria d’Este, Messer Nicolò da Correggio e molti altri Signori e Cavalieri che erano in numero grandissimo mandati ad accompagnare la prefata Illustrissima Sposa; e credo che tra pifferi, trombette e tamburini che suonavano tutti fossero circa 150, fra quali ve n’erano sei del Duca di Romagna vestiti di broccato, e seta morella e bianca, e quattro paggi etiam ben vestiti sopra 4 cavalli belli: e bene ornati con degnissimi finimenti lavorati d’ oro ed argento ch’erano del Sig. D. Alfonso, quale D. Alfonso era pur vestito ut supra.

 

Domani la quarta parte del racconto di questo importante e maestoso matrimonio…

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