La Certosa di Ferrara

Il complesso della Certosa di Ferrara ha origini antiche.

Fu fondato inizialmente come convento certosino nel 1452 su volontà di Borso d’Este, futuro duca di Ferrara anche se in città i Certosini erano presenti fin dal 1438 quando in occasione del Concilio di Basilea, trasferito in città, fu proposta l’accoglienza di questa comunità monastica. Il primo insediamento però avverrà non prima del 24 giugno del 1461 quando il duca donava un’importante area di terreni della città nella quale era già stata iniziata la costruzione di una serie di edifici per ospitare il cenobio.

Il complesso dai comùcumenti in nostro possesso, sappiamo fu dedicato come consuetudine a Dio, a Cristo Salvatore, alla Vergine Maria e a San Giovanni Battista e per espress volontà di Borso d’Este anche a San Cristoforo: “dedit, donavit, contulit et assegnavit primum ipsi summo Deo et Salvatori nostro domino Iesu Christo, Beate Virgini et Sancto Christoforo, demum prefato sacratissimo Cartusiensium ordini et dictis patribus pro dicto ordine suo et nova domo Cartusie et monasterio predicto.

Il 20 agosto seguente, il priore generale della Grande Chartreuse, Francesco di Maresme, annuncia che l’illustrissimo principe di Ferrara, Borso d’Este, ha eretto un nuovo monastero certosino dedicato a San Cristoforo.
Come la tradizione voleva, sorse all’esterno delle mura cittadine (allora l’Addizione Erculea non era ancora stata fatta essendo del 1492 circa).
Il complesso era composto dalla chiesa orientata verso ovest, al suo fianco sulla destra il giardino abbaziale porticato, l’accesso al monastero, sulla sinistra la foresteria con chiostro interno ed alcuni fabbricati adibiti a servizi (granai, distilleria). Alle spalle sorgeva il Gran Claustro attorniato dalle celle dei monaci.

Nel 1498, il duca Ercole d’Este nell’ambito dell’ampliamento cittadino vero settentrione, conosciuto ai puù come Addizione Erculea, incaricherà all’architetto di corte Biagio Rossetti di monumentalizzare il Tempio di San Cristoforo.
A seguito poi dell’invasione Francese in Italia, Napoleone Bonaparte ordinò tutta una serie di soppressioni di ordini conventuali e monastici che non risparmiarono di certo Ferrara.
I monaci furono cacciati e le varie strutture adibite ad alloggi per le truppe militari.
Dopo il periodo napoleonico, le soppressioni e i cambi d’uso dei vari stabili che quest’epoca impose, videro demolita l’antica chiesa con tutte le strutture a lei adiacenti, circa il secondo decennio dell’ottocento.
Si salvarono da queste ‘modifiche’ parte del Gran Claustro e dell’antica cella del priore oggi Camerone Bonaccioli tuttora esistenti.

In seguito il Comune di Ferrara lo acquistò e divenne cimitero cittadino a partire dal 1813.
Fu l’architetto Ferdinando Canonici ad occuparsi del riammodernamento e della ristrutturazione dell’intera struttura con il contributo di Antonio Foschini, Giuseppe Campana, Leopoldo Cicognara, Giovanni Pividor, Niccolò Matas e Antonio Diedo.
Furono quindi eretti i due grandi claustri curvilinei che circondano lo spaziosissimo prato antistante gli accessi al cimitero.
Le varie aree che un tempo erano adibite ad alloggio o celle per i vari monaci, sono poi divenute cappelle di famiglie ferraresi molto importani come ad esempio i Massari.

L’intero complesso ha subito poi ampliamenti negli anni Trenta, Cinquanta e Settanta.

All’interno della Certosa di Ferrara, oltre alle varie sepolture di illustrissimi personaggi ferraresi abbiamo il Famedio di Borso d’Este all’interno del Primo Gran Claustro costruito da Pietrobono Brasavola fra il 1452 ed il 1462. Il suo modello architettonico fu poi ripreso dal Canonicici per i suoi lavori di ampliamento e riammodernamento.
Al centro di questo claustro, sul fondo troviamo il monumento funebre di Borso d’Este, primo duca di Ferrara, dove possiamo osservare il quattrocentesco sarcofago ove riposano le spoglie dell’Estense.

Nel 1914, al centenario della fondazione del cimitero, si terminarono i lavori della prima area a sud del tempio di San Cristoforo. Durante poi la seconda guerra mondiale, la Certosa fu bombardata e crollò il campanile, parte dell’abside ed il frontone meridionale del transetto. Dal dopoguerra ad oggi poi si sono susseguiti una serie di lavori di ristrutturazione per portare l’attuale Tempio e complesso della Certosa a come lo vediamo oggi, dopo essere passati dall’ultimo restauro post sisma del 2012.

La parte frontale del complesso pare avesse una cancellata imponente per lunghezza, fu però trafugata dalle truppe napoleoniche ed oggi dicono si trovi davanti all’ingresso del Louvre a Parigi.

Oggi, terminati i restauri, la Certosa offre diversi percorsi fra i suoi chiostri e le varie tombe monumentali di registi, scrittori, pittori e altri personaggi notevoli della città di Ferrara. L’attuale gestione del complesso cimiteriale assiemae al Comune ha realizzato alcuni percorsi assolutamente da visitare.

Riportiamo alcuni video emozionali che ci raccontano parte della bellissima Certosa di Ferrara.

Per info: https://certosadiferrara.it/

277