La Pieve di San Giorgio di Argenta (Fe)

La pieve di San Giorgio di trova nella provincia di Ferrara nel Comune di Argenta, sorge sulla riva destra del fiume Reno.
Fu il vescovo di Ravenna Agnello, durante glio ultimi anni della sua vita e più precisamente nel 569 d.C. a fondarla per sua espressa volontà al fine di creare un ulteriore punto per l’evangelizzazione delle popolazioni stanziate sul territorio.
Si tratta di uno degli edifici ecclesiastici più antichi di tutta l’Emilia-Romagna ed essendo nel ferrarese, il più vetusto di tutta la provincia e al contempo, quello più indagato archeologicamente del territorio argentano.

Si hanno notizie dell’edificio come ‘pieve’ solo dall’XI secolo ma non si esclude che questa funzione l’avesse già da prima.

In principio la chiesa aveva tre navate, oggi però si presenta solo con quella centrale e buona parte del piano primitivo, quelle laterali pare siano state demolite durante lavori di restauro alla fine del 1500.
Durante la sua esistenza dovette subire più volte restauri e modifiche essendo stata abbandonata in diverse occasioni.
Possiede un’abside di struttura pentagonale con tre piccole finestrelle ad arco a tutto sesto nei suoi tre lati centrali.

Durante alcuni scavi eseguiti negli anni ’80 sono stati rinvenuti lacerti di mosaici di epoca agnelliana (VI secolo) e reperti oggi conservati presso il Museo Civico di Argenta. Sempre durante alcune indagini archeologiche sono state trovate tracce di un precedente edificio, oggi site a circa 3,5 metri di profondità, anche questo dotato di abside e che gli esperti credono potesse essere un edificio di culto ariano, come confermerebbe anche da ritrovamenti eseguiti in altre indagini e da cui è stata trovata una fibbia da cintura ostrogota in bronzo di preziosa fattura con delle teste d’aquila, databile al VI secolo.

Nel suo interno possiamo trovare un altare di fattezze bizantine e parti di affreschi risalenti al XII secolo e che, assieme ai resti delle altre due navate laterali esterne un tempo esistenti fa pensare che sotto il vescovo Gualtiero (1118-1144) vennero eseguiti dei lavori di riqualificazione all’edificio.
Il suo portale è un esempio notevole di scultura romanica, datato al 1122, eseguito da Giovanni da Modigliana e realizzato con materiali marmorei provenienti da sepolture di epoca romana, in esso possiamo trovare raffigurati il martirio di San Giorgio con una rappresentazione allegorica dei mesi dell’anno.
L’importanza della Pieve le era data anche dalla presenza di una fonte battesimale.

Durante il XIII secolo si può notare un lento e progressivo periodo di abbandono dell’edificio e del suo insediamento religioso che vede in primis il trasferimento del suo fonte battesimale (fra il 1252 ed il 1262) presso la chiesa di San Nicolò ‘juxta castrum’ cioè appena fuori le mura di Argenta. Il trasferimento avvenne con buona probabilità a causa del territorio alluvionale nel quale sorgeva la pieve, frequentemente allagata e dalla crescente importanza della chiesa di San Nicolò sorta più vicina all’abitato argentano che già si stava munendo di mura difensive.

La Pieve si trova in una posizione isolata rispetto all’abitato di Argenta, in un parco ai limiti di quella riserva naturale conosciuta come Oasi di Campotto facente parte del Parco regionale del Delta del Po.

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