L’antica delizia di Diamantina

Poco distante dal paese di Vigarano Pieve, andando in direzione di Ravalle (siamo in provincia di Ferrara), sorgono i vistosi e antichi edifici della Delizia di Diamantina. Chi giunge in questo luogo è subito colpito dalla suggestiva visione degli antichi palazzi che sembrano quasi emergere dalla luminosa e ridente campagna circostante.
La fertilità di questi terreni che circondano la delizia è dovuta all’inesausto, intelligente e secolare lavoro di bonifica dell’uomo che ha saputo trasformare questa zona, da improduttiva, infestata dalla malaria, in una splendida ed ampia zona valliva.

Riguardo l’origine del nome esso deriva dall’omonima borgata dell’antico Polesine di Casaglia, “Diamantina” appunto, la quale a sua volta prende il nome da uno degli emblemi della signoria d’Este, il diamante. Di tutto il complesso la torre è l’edificio più antico, è probabile infatti che venne eretta nel XII secolo, rimaneggiata poi nel XIX secolo con l’aggiunta in seguito di un balconcino marmoreo sormontato da due colonne e su cui si apre una trifora di gusto moresco.
Fra la seconda metà del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, venne realizzato ai lati dell’antica torre l’edificio principale della Diamantina. Nel 1506 la tenuta, dopo essere stata di proprietà della comunità di Settepolesini, venne venduta al duca Ercole I d’Este in cambio di un canone irrisorio. Negli anni che seguirono la delizia subì molte trasformazioni e rifacimenti in base ai cambiamenti d’uso della struttura.
Nel 1590 il popoloso borgo è ricordato come sede di una “castalderia” con case coloniche di epoca estense. Nel luglio del 1830 il nobile Silvestro Camerini, venuto in possesso della vasta tenuta, chiese all’arcivescovo di Ferrara Gabriele della Genga di poter costruire un nuovo oratorio utilizzando il mateirale ricavato dalla demolizione del primo (esistente già alla metà del XVII secolo e consacrato ai Santi Ludovico di Francia e Contardo d’Este). Il nuovo tempietto venne dedicato a San Silvestro Papa e Sant’Eurosia Vergine e Martire; su richiesta del parroco, don Antonio Bottrigari, nel 1839 ottenne di potersi dotare della Via Crucis secondo le regole prescitte dalla Chiesa.

Successivamente il complesso della Diamantina passò di mano a diversi proprietari e grazie alla bonifica meccanica la zona è diventata salubre e ricca di coltivazioni. Oggi la Delizia di Diamantina è di proprietà del dott. Cavallari la quale in alcune sale del palazzo ha raccolto una ricca collezione di macchine, materiali ed oggetti legati al lavoro agricolo. Il palazzo è visitabile esternamente mentre l’interno è purtroppo visitabile solo in occasione di iniziative temporanee.

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